Sulla metro una donna leggeva il libro di Walter Veltroni, cazzo, lo devo ripetere perché ancora non ci credo: leggeva il libro di Walter Veltroni! L’ha terminato davanti ai miei occhi e soddisfatta l’ha riposto nella borsa. Scendendo le ho rivolto un’ultima occhiata, aveva un’espressione di leggra felicità, come dopo un atto gradevole e memorabile. Riemerso alla luce ho guardato il mondo con occhi nuovi velati di sospetto. Quanti tra loro, tra i miei simili, nascondono l’inconfessabile segreto della lettura di un libro di Veltroni? In quale angolo remoto delle loro case lo celano all’altrui sguardo? In un ultimo slancio di fede verso l’umanità ho preso ha snocciolare ipotesi difensive. Forse luminari della psicoanalisi omeopatica lo prescrivono come cura ai depressi cronici. Magari avveduti insegnanti di lettere ne obbligano la lettura ai loro alunni più riottosi per fargli capire come finiranno se non si rimettono in riga. Avrà sostituito il gatto a nove code e gli stivali chiodati negli ambienti sadomaso? Viene regalato in allegato all’ultimo disco di Ivano Fossati?(ma qui il mio incedere ha un lieve inceppo in quanto sarebbe ipotesi realistica anche il contrario e dovrei ricominciare tutto da capo con altro soggetto oppure ragionare intorno al quesito dell’uovo e la gallina). Che Umberto Eco quarantanni dopo “la fenomenologia di mike buongiorno” abbia scritto un altro memorabile saggio rinnovandone l’oggetto? Insomma rischio di non uscirne più e di passare il resto dei miei giorni a fare l’eremita alle Maldive per cercare di elaborare uno straccio di teoria. Per fortuna un geniale avviso appiccicato a una vetrina pone termine alla mia carriera di confutatore veltroniano: c’è scritto “madrelingua impartisce lezioni di inglese e francese”, la sana follia dell’anonimo estensore mi rimette in pace col mondo, vale da solo molto di più della bibliografia completa di Veltroni, stacco il quadratino di carta con il numero di telefono di questa meraviglia genetica e m’avvio leggero verso il lavoro.
(ovviamente non ho mai letti un libro di Walter veltroni, quindi il mio giudizio(?!?) può apparire ingiusto e avventato, ma altresì solo un veltroniano può pensare che le cose vadano lette\viste\ascoltate prima di essere giudicate, per quanto mi concerne parto da un assunto che precede il tutto: come cavolo si fa a leggere un libro di v.v.?)











