martedì, 29 gennaio 2008
Stamani son proprio soddisfatto di me. Ho fregato l'unico posto libero sulla metro a una signora che leggeva Caos Calmo di Veronesi.
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sabato, 26 gennaio 2008

L'altro giorno, al lavoro, era in corso un Te Deum, una Missa Solemnis. Lì, al lavoro, il destino di molti- da intendersi come piccoli privilegi, minimi poteri e via vomitando- incoccia sonoramente con la caduta di Prodi, con la bruciatura d'ali della rockstar in ascesa(il capobanda del pd), con le derive nebbiose dei rifondaroli e via rivomitando.  Era tutto un farsi e disfarsi di piccoli gruppetti agitati e vocianti. Io, forte, per una volta almeno, della mia rinuncia da tempo immemore  al diritto al voto, li guardavo come si guradano i pesci nell'acquaio. Ho chiuso gli occhi e anche qui per una volta almeno, almeno per un secondo, mi son sentito davvero un uomo libero.  Che cazzo!!!!!

postato da: gloriagloom alle ore 11:20 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 18 gennaio 2008

Insomma, oggi è stata una giornata piena di sfizi emozionali perché ho potuto finalmente leggere il libro di Artur Scantini. Mi è arrivato ieri sera, e mica col corriere, ma direttamente giù dal cielo, dato che ho trovato il pacco buttato in mezzo al piazzale davanti al portone. E’ un Figlio Bello, quindi non mi stupisco. Stamani me lo son portato dietro al lavoro e ho indossato anche un vestimento adeguato alla bisogna, non il solito mio look alla prendi al buio quel che capita  e finisci d’infilarti il maglione mentre insegui l’autobus alle 7.00 del mattino, no, mi son preparato i vestiti ieri sera, una vecchia felpa rossa con cappuccio di un giurassico tour di Elvis Costello, uno storico(per me) giubbotto di (finta)pelle nera, Levis 501 e  delle Adidas putrescenti. Per i primi dieci minuti di lettura son riuscito a mantenere, seguendo le istruzioni del verbo scantiniano, una risata psichica, interiore. I guai son cominciati sulla metro, fermata Pietralata, quando ho letto “mi annoveravo tra i firmatari delle ricevute del postino”(pag.6), quando la risata psichica  ha avuto un rigurgito(interiore) manifestandosi alla scoglionata utenza Cotral. A Castro Pretorio son capitato dalle parti de “i peantus a colori mi ricordano molto un sarago col pomodoro”(pag. 11) e la mia risata, ormai ribalda e scollacciata, ha travolto gli stronzissimi lettori pendolari di Cohelo e Patricia Cornwell. Nell’altra metro, all’altezza di Ponte Lungo, “cuocere un coniglio a 90° gradi significa metterlo in forno alla pecorina?”(pag. 19) e lì credevo chiamassero la security o che arrivasse l’amministratore delegato della metrobus a inibirmi per sempre da tutti i mezzi a rotaia e gomma del regno. Al lavoro non mi andava di fare un cazzo con lo Scantini che bruciava nella borsa, per cui ho messo in standby con delle mezze scuse un gruppo di biblotecarie psichicamente disturbate, ho infilato l’uscita dell’aula e sono planato su uno degli scalcagnati tavolini(plastica rossa con pubblicità del campari) del bar dei cinesi. Loro non fanno commenti, neppure all’arrivo di “A volte mi identifico in Leopoldo Trieste”(pag. 21), e c’era pure un bel soletto quasi caldo, un pacchetto di intonso di Lucky Strike Silver e una ciofega di caffè cinese(sospetto taglino il Lavazza con alghe e licheni).  A un cero punto è arrivato anche T., il più giovane dei miei colleghi, un avanzo da centro sociale con l’aria sempiternemente stupefatta che gli andava di fare un cazzo ancor meno che a me. Abbiam deciso di prendere una birra(Peroni, è l’unica che si trova lì) e due bicchieri. Sono entrato a prenderla e mi sono ritrovato in un bozzetto scantiniano. La tv accesa su un canale satellitare cinese, con un tizio, cinese, una specie di Mentana locale che ovviamente parlava cinese, ma sotto andava anche una traduzione in ideogrammi, e lui magari parlava per un minuto intero e gli ideogrammi erano tipo 4 o 5. Comunque quando son tornato al tavolo T. leggeva il mio Scantini e rideva apsichicamente. Essendo, T., giovane e pieno di fiato ha cominciato a leggere ad alta voce mentre io mi godevo birretta e sigaretta. Sarà stata la birretta mattutina(sono semiastemio) o il soletto inaspettato ma sul “rafano e il rabano”(pag. 52) abbiamo rischiato una complicanza diplomatica con gli ideogrammanti parsimoniosi. Alla fine sono arrivati particamente tutti, tutor comprese, e si son moltiplicate le birre e Scantini è asceso nel Mito. Si stava bene. Sembrava un film francese di quelli che i francesi non fanno. Quando siamo rientrati(per firmare l’uscita) era tutto un florilegio di “catarsi addosso”(pg. 112), “troppa senape nelle sinapsi”, “la sottile differenza tra loffio e miffio” etc…. Insomma dear Artur, grazie di cuore…

postato da: gloriagloom alle ore 21:16 | Permalink | commenti (8)
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venerdì, 11 gennaio 2008

Ieri, al supermercato, al banco della gastronomia, la commessa bionda piena di piercing, passandomi sopra il vetro del bancone la busta di carta con lo spek e la mozzarella, mi ha detto “CIAO BELLO!”. Io sono rimasto immoto e congelato, con la mano ferma a mezz’aria, senza sapere bene che fare o che dire, senza sapere in fondo se fare o dire qualcosa, c’era tutto un mondo dentro quel ciaobello: opportunità, possibilità, decisioni che cambiano la vita da prendere in un secondo, valutazioni di pro e di contro;  quindi non ho risposto ma ho stretto gli occhi, come mi capita di fare quando imbarazzo e timidezza  mi bloccano l’azione, ma ho sorriso, piano, ma ho sorriso, a far intendere che ero colpito, lusingato e stavo soltanto rubando un pizzico di tempo per riflettere prima di dar voce alla mia decisione. Quando con la mano ho afferrato la busta avevo deciso, vedevo chiaro il futuro davanti a me, saremo andati via lontani,  quella notte stessa, di sicuro un marito violento e crudele ci avrebbe cercato, ma il tempo e la sorpresa giocava a nostro favore, saremo volati lontani, dall’altra parte del mondo, come e con quali soldi non so’, ma fa niente, che so in Messico, a Tijuna(come si scrive non lo so),  per vivere avremmo aperto una pizzeria al taglio, scommesso sui galli e coltivato marijuana, avremmo cambiato nome( Pablo in fondo non è male) invecchiando in una sospesa felicità. Poi una voce alle mie spalle “CIAO BELLA!”, un tizio piercingato anche lui, con l’aria da coglione fulltime che se la mangia con gli occhi e lei pure, e cominciano a parlare a raffica di imprecisati  impegni per la serata, ed è tutto un ciarlare pieno di confidenza e sottintesi. Per vendetta, prima di uscire, abbandono la busta  nel frigo dei surgelati.

Ora vi voglio dire, commesse dei banchi gastronomia di tutta Italia, siete delle STRONZE COL BOTTO. Se poi qualcuna di voi leggesse questo blog, essendo io un pavido, dico tutte meno voi, voi siete l’eccezione che conferma la regola.

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lunedì, 07 gennaio 2008

Poco fa, al tg1 han dato la notizia che riesumeranno le spoglie di Padre Pio(i RIS di Parma sono avvertiti). Poi hanno intervistato un fan con tendenza groupie del suddetto Padre che, parole quasi testuali, ha profferito “sono davvero eccitato di poter vedere dal vivo il corpo di Padre Pio a quarantanni dalla scomparsa”. Seguirà lancio di mutandine sul palco?

p.s. mi perdoni Santo Riotta e anche voi Santissimi Prodi&Veltroni per il tono di questo post, sono disposto a espiare trascinandomi sui ceci fino alla fontana di San Pietro ascoltando sull’ I-pod il 3°?, 4°? o 5°?(cazzo ne so io di Dante) canto del Paradiso recitato dal Santissimo Benigni.

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lunedì, 07 gennaio 2008

Ho ricevuto in regalo un volume di fotografie. Di un famoso fotografo. Foto di musicisti. Jazzisti per lo più. Formalmente è un bel volume, bella carta patinata, grandi dimensioni e come valore aggiunto non ci sono foto nè di Keith Jarrett, nè di Enrico Rava. Le foto sono, ovviamente, tutte in bianco e nero. Tempo fa avanzai richiesta(inascoltata) all'ONU di una moratoria nei confronti della fisarmonica, ora vorrei avanzare richiesta di una seconda moratoria nei confronti questa volta delle foto in BIANCO E NERO di musicisti Jazz.  Fate qualcosa, ricoloratele, inibite il menù modifica-immagine-bianco e nero di Photoshop ai fotografi che bazzicano i concerti, qualunque cosa. Tra l'altro sarebbe un provvedimento anche etico e politicamente corretto, visto che molti musicisti jazz sono afroamericani e quel forte contrasto tra le luci bianche e il colore della loro pelle lo trovo assai di dubbio gusto. Ma considerazioni etiche a parte trovo molto stupido fotografare un jazzista all'opera, mica si fotografano le dita di uno scrittore sulla tastiera del computer o il sonnellino di un impiegato statale. Poi tra l'altro son tutte uguali. Solo una ne lascerei di quel libro. Pat Metheny con il suo famoso sorriso idiota(una delle poche a colori, ma lui è bianco), a monito per i più piccoli, su come ci si può ridurre dopo decenni di idiota letargia musicale.

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