Continuo a far strani sogni. Ho sognato di fare il pusher. Vendevo una singolare droga il cui unico effetto era quello di rendere chi l’assumeva ballerino per qualche secondo. Vedevo, nel sogno, gente che camminava e improvvisamente si produceva in una velocissisma piroetta-non credo sia questo il termine tecnico- su una punta. Uomo o donna che fosse, in quei pochi secondi, indossava un vestito rosso, con un’ampia gonna. Subito dopo riprendeva a far tranquillamente quello che faceva prima. La sostanza era contenuta in una pasticca rossa, somigliava molto a un optalidon.
Dopo il sogno non son più riuscito a dormire, allora mi sono trasferito sul divano e ho messo su un cd di Lucinda Williams, sarà stata l’ora o i residui dell’attività sognatoria, ma mi son commosso. Ho deciso che m’innamorerò di una donna che si chiama Lucinda, anche non fosse io la chiamerò così, dovrà dirmi cose ripo “hei, baby”, bere trenta birre di fila senza ubriacarsi, dovrà essere in grado di trasportarmi sulle spalle a casa quando io crollerò svenuto alla terza birra, e nelle serate di maliconia guardarmi con aria feroce e assassina. Gia che c’è anche riparare il rubinetto del lavandino in bagno che perde da tempo immemore. Non so se c’è un rapporto tra il sogno e la mia futura vita sentimentale, ma quando entrerò nel businnes della droga ballerina, quella pasticca la chiamerò Lucinda, in suo onore.












